Agenti immobiliari e personal brand: perchè dovremmo inseguire il sogno americano

Il pregiudizio europeo

Movimento, euforia, agitazione. In una sola parola trambusto, hustle per dirla in inglese.

In tutto ciò che possiamo definire marketing, gli americani sono molto “hustle”, sebbene sia saggio comprendere che la loro tipica aggressività commerciale è parte integrante di uno spirito imprenditoriale che somma anche apprendimento costante e networking.

Negli anni, la cultura conservativa del vecchio continente, che trovava in Italia un comodo e prospero ambiente, induceva la maggioranza dei professionisti dell’immobiliare ad etichettare come americanata molti dei comportamenti commerciali dei colleghi d’oltreoceano.

Volete un esempio? A fine anni ’90 del secolo scorso, la fotografia dell’agente immobiliare sul biglietto da visita era quasi disdicevole, non consona a come si voleva rappresentare il professionista dell’epoca. Si additavano, con un misto tra disapprovazione e spocchia europea i modelli di franchising immobiliare statunitensi per il loro stile face addicted. Oggi questo pregiudizio è del tutto superato.

Tuttavia, questa lenta accettazione non ci ha ancora persuaso a guardare oltre le etichette, imparando a prendere tutto quello che di buono troviamo in materia di personal branding, un concetto di cui si parla molto, ma che gli agenti immobiliari italiani praticano ancora molto poco.

L’agente immobiliare rockstar

In Europa, come in Italia, non esiste la Hall of Fame degli agenti immobiliari, non si respira la voglia di emersione dalla massa, in una competizione che premia la star del sistema. Ancora una volta ritroviamo un agonismo olimpico all’interno di franchising network americani o nelle scuole di formazione per agenti immobiliari con una simile origine. La preparazione, la corsa verso il record, la premiazione pubblica, costituiscono una liturgia che mette in mostra il singolo, la rockstar del momento. Agli agenti immobiliari statunitensi si insegna come costruire il proprio marchio personale, a prescindere dall’insegna dell’agenzia.

In Italia l’agente immobiliare aderisce ad un modello anonimo, che non favorisce la competizione ed il desiderio di emergere. Il personal brand lascia lo spazio al nome dell’agenzia. In sostanza non c’è differenziazione.


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Il nostro mercato è frazionato e composto da piccole realtà commerciali, spesso a conduzione familiare, nelle migliori delle ipotesi con 3-5 addetti e con fatturati che arrivano a 300.000 euro. Qui il titolare è il miglior venditore della squadra e questo modello caratterizza la nostra industria dei servizi immobiliari. La buona notizia è che la concorrenza che arriva dai modelli stranieri, sta plasmando l’ambiente rendendolo più competitivo e professionale.

Costruisci il tuo personal brand e diventa irresistibile

Tutti nasciamo col nostro marchio personale basato sul chi siamo. Ciascuno di noi ha la responsabilità di svilupparlo con passione e con tutti gli strumenti a disposizione, sia nell’ambiente reale che in quello digitale. Qualunque contenuto creiamo e condividiamo ci identifica come uno dei tanti oppure come una risorsa di valore.

  • Sii autentico: non ti serve copiare nessuno. Trova il tuo stile seguendo le tue naturali inclinazioni;
  • Specializzati: vuoi aiutare gli investitori stranieri a comprare casa in Italia? Hai il pallino degli edifici a basso impatto energetico? Pensi che casali e dimore storiche siano l’ambiente ideale per mettere a frutto le tue conoscenze e la tua formazione culturale? Vuoi aiutare gli investitori nella valorizzazione immobiliare?
    Ogni occasione di fare bene qualcosa e farla meglio degli altri crea distinzione. Maggiore è l’esperienza che farai in quello specifico segmento di mercato e più grande sarà la tua riconoscibilità da parte delle persone che ti assoceranno alla tua nicchia;
  • Definisci la proposta di valore del tuo personal brand: parola d’ordine differenziazione. Il tuo modo di agire ti separa dai tanti concorrenti che lavorano nel tuo stesso settore. Nel personal branding non c’è nulla di virtuale, devi costruire un’identità che ispiri fiducia, semplificare i concetti che esprimi e renderli comprensibili ad un gruppo numeroso di persone, trasformare il tuo pubblico in sostenitori. E ricorda: forse la tua area di competenza non è unica, ma tu si!

Cosa ti serve per costruire il tuo personal brand?

  • Prendi la residenza sul web: essere genericamente su Facebook non significa nulla. Ti serve un ambiente proprietario dove costruirai i tuoi contenuti e dal quale gestirai la loro diffusione. Stiamo parlando di un sito web o di un blog, un luogo che contenga la tua faccia, il tuo marchio, il tuo stile. Da qui diffonderai il valore della tua proposta e costruirai per selezione naturale la tua audience. Non piacerai a tutti, attirerai persone in linea col tuo pensiero, ma inizierai a costruire il tuo uditorio e a sviluppare la tua nicchia di specializzazione;
  • Impara a conoscere chi ti segue: grazie a risorse gratuite come Google Analytics, scoprirai chi ti segue, da dove, come ha raggiunto il tuo sito web/blog, qual è il percorso di navigazione effettuato, quando sei più visitato, quali sono gli argomenti che hanno suscitato più interesse, quanto tempo viene dedicato al tuo contenuto, quanti sono coloro che tornano a trovarti, quali siti esterni rimandano con un link ai tuoi articoli e tanto altro ancora;
  • Investi nella qualità del tuo contenuto: immagina ogni articolo di testo, ogni immagine pubblicata, ogni video o podcast prodotto come un elemento chiave del tuo curriculum vitae, grazie al quale potrai essere assunto dal tuo cliente. Investire in qualità significa investire nella tua carriera e nel tuo posizionamento. Inserisci dati utili, fornisci consigli e suggerimenti, rispondi a domande, risolvi problemi, proponi alternative, scegli immagini e fotografie di qualità. Soprattutto lascia perdere schemi di comunicazione per la vendita automatica o l’eccessivo rigore in nome della SEO, della SEM e della SERP, produci col cuore e fai percepire la tua empatia in ogni occasione; 

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  • Metti a frutto i social media: questi contesti possono aumentare la portata della tua audience e favorire la nascita di conversazioni. Realizza il tuo profilo professionale su LinkedIn, crea la tua fan page su Facebook e abbi cura del tuo profilo personale. Crea delle liste per decidere cosa far visualizzare a chi, ricorda che sei un personaggio pubblico e che posizioni estreme su temi sensibili (politica, costume, svago) non sono alleati del tuo personal brand;
  • Offri varietà di contenuto al tuo pubblico: le persone esplorano il web alla ricerca di formazione, divertimento, ispirazione. Consumano i contenuti leggendo, guardando, ascoltando. Combina testi, immagini e file audio per realizzare post sul blog, infografiche, podcast, video, eventi, report, sondaggi. L’obiettivo è diventare coinvolgente ed aumentare il traffico sul tuo sito web e farti contattare da un numero crescente di persone.

L’ambiente digitale non è un contesto separato dalla vita reale, il web dei contenuti è molto reale! Per questa ragione dovrai lavorare sulla coerenza facendo in modo che vi sia corrispondenza tra i contenuti che produci e il tuo quotidiano.

Lavora sulle relazioni territoriali e partecipa alla vita della tua comunità sostenendo cause in linea con i tuoi valori etici e sponsorizzando eventi. Ottieni più passaparola per la tua agenzia.

Costruire il tuo personal brand è una scelta responsabile che può influenzare altre persone. Potrai essere per loro fonte di ispirazione e da questo nasceranno molte opportunità.

Jim Rohn, imprenditore e speaker motivazionale del secolo scorso disse che: “Siamo la media delle 5 persone che frequentiamo di più, con cui passiamo più tempo”. Se sarai eccezionale nello svolgere il tuo lavoro, se saprai umanizzare il tuo stile di comunicazione renderai più facile per chi ti seguirà conoscerti, apprezzarti e fidarsi di te.

Far crescere il tuo personal brand è un lavoro faticoso. Ti serviranno organizzazione e costanza. Non si tratta di battere il record dei 100 metri, ma di correre una maratona… che non finisce mai! Rohn ci dice: “Ci sono cose che vanno fatte ogni giorno. Mangiare sette mele la domenica sera invece che una al giorno semplicemente non produrrà l’effetto desiderato”.

Non aspettare oltre, accresci la tua conoscenza, non avere paura di contaminarti scoprendo cosa funziona realmente per i tuoi colleghi d’oltreoceano, sviluppa la comunicazione e fai la differenza nel tuo mercato con un Personal Brand che genera il valore più importante: la FIDUCIA.


4 risposte a "Agenti immobiliari e personal brand: perchè dovremmo inseguire il sogno americano"

  1. Ciao Dario e grazie per il commento! La fiducia come responsabilità individuale è uno dei nostri valori! Buon lavoro 🙂

  2. Grazie per il post!
    Giustissimo il richiamo al sistema proprietario per comunicare online, dato che la comunicazione non va delegata, pena la perdita di reputazione. Inoltre, la generazione di fiducia nasce da noi stessi: l’essere attivi, curiosi, appassionati e disponibili a studiare costantemente suscita interesse e ci permette di incontrare persone con cui vivere la fiducia reciprocamente.

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