Crowdfunding immobiliare: 5 domande a Diana Piemari Cereda di Housers

Uno dei primi protagonisti del crowdfunding immobiliare italiano è stato senza dubbio Housers, piattaforma spagnola che ha assunto i contorni di un progetto paneuropeo. Se di crowdfunding abbiamo già scritto in questo blog citando alcuni personaggi chiave del settore, non potevamo esimerci dal fare quattro chiacchiere con Diana Piemari Cereda, CMO di Housers.

Ricordiamo che Housers opera prevalentemente nel lending crowdfunding il che consente un accesso all’investimento a partire da 50 euro, elemento dirompente dell’offerta. Come per ogni investimento, a prescindere dal capitale impiegato, è bene adottare la giusta cautela nella valutazione dei rischi e dei benefici.

Quali sono i vantaggi per un operatore che raccoglie capitale attraverso la folla?
E per l’investitore?
Cito testualmente il commento di un promotore che ha finanziato la riqualificazione di un castello nel Monferrato attraverso Housers: “La piattaforma ci ha consentito di raggiungere una vasta platea di investitori internazionali con competenza, velocità e flessibilità.” Spesso utilizziamo la definizione di finanza alternativa, ma nella maggior parte dei casi si tratta di finanza integrativa, nel senso che in diverse fasi del flusso di finanziamento di un’operazione immobiliare si può accedere al finanziamento del crowd. Per l’investitore con un ticket minimo molto basso, parliamo di € 50, si ha la possibilità di decidere come diversificare il proprio portfolio seguendo passo a passo le fasi del progetto immobiliare.

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La semplicità di accesso alle opportunità di investimento online rischiano di ridurre la percezione del rischio?
Non trovo che l’accessibilità possa essere considerata come uno svantaggio sotto questo punto di vista. Gli investitori devono essere proattivi rispetto agli investimenti online, perché devono registrarsi, caricare i propri documenti, scegliere come comporre il proprio portfolio investimenti. Rispetto a firmare decine di documenti in banca per investire in fondi senza avere un’idea precisa di dove e come verranno investiti i propri risparmi, credo che sia molto più impegnativo investire online.

Quali sono le principali criticità nell’investire attraverso il crowdfunding?
Quando si parla di startup uno dei temi principali è sempre la scalabilità, quanto un’idea sia in grado di scalare un mercato. Nel caso dell’investimento attraverso crowdfunding la principale barriera per le piattaforme è data dalla disomogeneità della regolamentazione nei vari paesi. Dal punto di vista dell’investitore, riferito in generale a qualsiasi forma d’investimento, la criticità principale riguarda l’educazione finanziaria.

Equity vs Lending: chi vince?
Risposta scontata ma non vince nessuno, è una libera scelta dell’investitore privilegiare una differente tipologia all’interno del mondo crowdfunding. La nostra esperienza, essendo partiti dal modello equity ed avendo poi scelto di posizionarci sul lending, ci ha portato a privilegiare questa seconda forma, dandoci la possibilità di offrire e concludere opportunità più rapidamente, con maggior liquidità per gli investitori, avendo una gestione molto più snella rispetto ai procedimenti richiesti per l’equity crowdfunding.

Che sia equity o lending crowdfunding, ogni opportunità di investimento ha un set documentale. In molti di questi trovi anche il nostro virtual tour, all’insegna della trasparenza informativa. Lavori nell’immobiliare e non ci conosci ancora? Scoprici adesso!

Come distinguere una piattaforma affidabile dalle altre?
La prima regola è informarsi, leggere i contratti, le recensioni online e scambiare quattro chiacchiere con il servizio clienti. Occorre ragionare sulla propria propensione al rischio e decidere di conseguenza. Trasparenza, fiducia e accessibilità sono valori fondamentali per le piattaforme online.

Il nostro viaggio proseguirà con la pubblicazione dell’intervista a Giacomo Bertoldi di Walliance già citato nell’articolo del blog Crowdfunding immobiliare: il mattone liquido tra rischi e opportunità.

Rimani sintonizzato!


Una risposta a "Crowdfunding immobiliare: 5 domande a Diana Piemari Cereda di Housers"

  1. Riporto la mia esperienza essendo attivo sulla piattaforma Housrs da circa un anno. Mi allettava molto l’idea di diversificare e investire anche piccole cifre in più mercati europei quando mi sono iscritto. Ho fatto una decina di investimenti immobiliari (complessivamente sotto i 3 mila euro). L’idea che mi sono fatto è che funziona bene. Attenzione è ancora attiva la PROMO AMICO Ricevi 50€ e quindi dopo il primo investimento ho ricevuto subito il bonus. Per chi fosse interessato, basta registrarsi usando questo link: https://bit.ly/2GoIqCw

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