OKKUPAZIONE! Quando uno slogan diventa preoccupazione concreta.

Occupazione abusiva, un problema ancora irrisolto

L’occupazione abusiva di immobili, pubblici e privati, è un fenomeno esteso su tutto il territorio nazionale e pare ancora lontano dalla risoluzione. 

Quanti siano precisamente gli immobili occupati abusivamente non si sa: le stime più recenti riferite solo all’edilizia popolare pubblica parlano di circa cinquantamila abitazioni occupate, soprattutto in città.

Le cause principali sono:

  • il mercato delle locazioni non si è adeguato alle difficoltà economiche della popolazione, conseguenti alla crisi degli scorsi anni, con la conseguente impennata degli sfratti e degli sloggi forzosi;
  • lo Stato non è stato in grado di trovare valide soluzioni a questa situazione ed è scoppiata di una vera e propria emergenza abitativa con numeri impressionanti. 

La risposta è stata l’occupazione da parte di singole persone o interi nuclei famigliari di immobili privati e pubblici; un comportamento contrario alla legge, ma contro cui le possibilità di reazione sono limitate, costose e non sempre efficaci.

Come riappropriarsi dell’immobile

La Legge prevede diverse norme a difesa della proprietà, in ambito civilistico:

  1. Azione di reintegrazione (Art.1168  C.C.): chi è stato spogliato di un bene con violenza (anche sulle cose, per esempio scardinando una porta o forzando una serratura) o di nascosco, può chiedere che il Giudice ordini di restituirlo senza ritardo.
  1. Azione di rivendicazione (Art.948 del C.C.): Serve a dimostrare su base documentale il diritto di proprietà del bene, ma non consente il rilascio immediato: è solo un accertamento del Giudice.

In entrambi i casi il provvedimento del Giudice da solo può non bastare per recuperare l’immobile, allora servirà l’intervento dell’Ufficiale Giudiziario e, se necessario, della forza pubblica per ottenerne la liberazione.

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Per il Codice Penale l’occupazione abusiva può configurare i reati invasione di terreni o edifici (art.633 C.P.) e violazione di domicilio (art.614 C.P.).
Serve sporgere denuncia? Sì: l’Autorità di Polizia che riceve la denuncia ha l’obbligo di interrompere il reato (art.55 C.P.P.) procedendo all’immediato sgombero dell’immobile. Condizione indispensabile è che l’occupante si trovi dentro quando arriva la polizia.

Questo in teoria; nei fatti capita raramente: non succede, per esempio, quando ad occupare sia un intera famiglia, oppure perché le forze dell’ordine sono altrimenti impegnate.

… e quindi? tra le righe di una circolare ministeriale una soluzione inattesa.

Poco più di un anno fa il Ministero degli Interni aveva indirizzato alle Prefetture una circolare affinché si compisse un censimento nazionale degli alloggi occupati, ad opera ai Servizi Sociali dei Comuni.

Questa circolare, senza citarla, fa riferimento alla sentenza n°13719/2018 del Tribunale di Roma che ha condannato lo Stato e il Ministero dell’Interno a risarcire il proprietario del danno patito per il mancato tempestivo sgombero di un immobile occupato abusivamente quasi dieci anni prima.

Il risarcimento è stato quantificato nella somma di 28 milioni di euro (13 euro al mese per metro quadrato occupato abusivamente) da pagarsi immediatamente. Una prospettiva niente male!

Se vi trovate un bene invaso, senza indugi e prima che i Tribunali ci ripensino, sarà bene andare in questura a far denuncia e, se nulla accade, rivolgersi ad un avvocato per far chiedere allo Stato il risarcimento per la mancata liberazione.


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