Il tempo delle sfide: quando i progressi si accompagnano ai momenti di crisi.

Crisi e risoluzione: la via del progresso

Una costante nella storia dell’umanità è che i maggiori salti di qualità nella cultura, nelle scienze, nell’economia avvengono in coincidenza e conseguenza di grandi momenti di crisi. Prova a pensare al Rinascimento italiano dopo il terribile periodo della peste, oppure al boom economico dopo la seconda guerra mondiale.

I periodi di difficoltà mettono in evidenza quali sono le cose davvero essenziali, cosa è bene conservare, cosa è superfluo. Inoltre portano nuove pratiche e abitudini adeguate alla nuova realtà, le tecnologie introdotte per far fronte alla crisi diventano d’uso comune.

Non c’è spazio né tempo per nostalgie e recriminazioni, occorre andare avanti con fiducia e intraprendenza: è tempo di sfide da accettare. Ne abbiamo parlato in 2 live distinte che ti invito a rivedere perchè i contenuti sono sempreverdi:

  • Live di settembre, dove abbiamo affrontato temi caldi legati all’ecobonus, al credito immobiliare, al mercato immobiliare del lusso, al reclutamento di nuovi agenti immobiliari insieme a Marco Speretta, DG del Gruppo Gabetti, Samuele Lupidii, CEO di di Alpha Credit, Roberto Gigio, Presidente di Coldwell Banker Italy, Ilaria Profumi, COO di RE/MAX Italia; [guarda la live]

  • Live di ottobre, dove abbiamo parlato di locazione, di credito e di mercato estero insieme a Francesca Cantoni, Responsabile franchising Solo Affitti, Roberto Anedda, Marketing Director Gruppo Mutui Online, Gianluca Santacatterina, CEO di Luxury & Tourism Ltd. [guarda la live]

Punti fermi e punti di proiezione

L’emergenza sanitaria ha costretto ad un positivo cambio di passo e di mentalità in molti campi: in ambito immobiliare in 2 mesi si è superato un gap di almeno 4 anni per quanto riguarda l’uso delle tecnologie digitali. Ormai è ben chiaro che nessun agente immobiliare potrà più tornare indietro. 

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La situazione ha forzato la mano a chi manteneva resistenze ideologiche nell’uso di tali strumenti, che seppure già esistenti da tempo, non venivano tenute in considerazione. Ora sono indispensabili e irrinunciabili.

L’indispensabile ricorso a tecnologie avanzate e sempre aggiornate rende sempre più necessario convertire la propria mentalità da lupi solitari a ingranaggi portanti in una rete di professionisti. Professionisti specializzati nei vari settori del mercato: così se da un lato c’è chi ha realizzato banche dati statistiche in tema di locazioni e può fare proiezioni più che attendibili in merito all’affidabilità dei conduttori o sull’indirizzo che prenderà il mercato, così c’è chi può vestire su misura un investimento immobiliare all’estero, sulla base delle specifiche precise esigenze della clientela. 

Facciamocene una ragione: anche i tuttologi sono destinati all’estinzione. I brand non possono più essere solo insegne commerciali, ma devono essere portatori di valori e sicurezze su cui i clienti possano fare pieno affidamento. Anche l’accesso al credito è facilitato dalla digitalizzazione, che rende sempre più obsoleto ed evitabile il cartaceo. 

Finalmente il ricorso diffuso e abituale alla tecnologia digitale potrà consentire quegli aspetti di rapidità ed efficacia necessari ad un moderno mercato immobiliare. 

In tutto questo ricordati che il mercato, dopo qualche iniziale incertezza, è ancora e sempre molto promettente. I tassi di interesse sui mutui restano favorevoli per chi volesse comprare casa e non dovrebbero aumentare nel breve-medio periodo. Le banche hanno voglia di erogare e non temono il consolidarsi di una nuova massa di NPL, poiché consapevoli del fatto che i mutui più che strumenti di profitto sono diventati un cavallo di Troia per accedere al cliente.

Alcune tipologie abitative tipo il monolocale, che andava a ruba negli scorsi anni, ha avuto una flessione di prezzo del 10-15%, rendendoli più appetibili in tempi di incertezze economiche. 

Al contempo il mercato degli affitti turistici è volato alto durante l’estate, in modo del tutto inaspettato.

Inoltre, se da un lato i proprietari che tenevano immobili sfitti si sono decisi a metterli a reddito per integrare le entrate, dall’altro sono diminuiti i canoni di locazione, soprattutto per la contrazione del numero dei trasfertisti, lavoratori e studenti, che operano da casa in smart working o DAD.

Un settore a parte, che per sua intima natura non risente particolarmente dei momenti di crisi, è quello del mercato del lusso. In tale ambito si rilevano solo le mutate esigenze degli acquirenti: in nome di una vivibilità ad elevata wellness si vogliono:

a) spazi esterni di un certo livello;

b) spazi interni rimodulabili per consentire una diversificazione delle attività da svolgervi, dallo svago alla sala riunioni;

c) location con collegamenti e servizi adeguati;

d) immobili e arredi di design realizzati con materiali prestigiosi e con tecnologie a basso impatto ambientale, il tutto possibilmente di nuova realizzazione e chiavi in mano.

Questi orientamenti potrebbero essere sfavorevoli al mercato italiano del lusso, tenuto conto che la villa storica sulle colline toscane, soggetta a vincoli architettonici e paesaggistici, potrebbe non essere più così appetibile come in passato.

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Resistenze e complicazioni 

Tra tante buone prospettive, ecco che emergono i problemi, a renderci più entusiasmante la sfida:

– l’incertezza normativa: emesso un provvedimento, subito si rincorrono disposizioni interpretative ed attuative che si sostituiscono e smentiscono tra loro, finendo per bloccarne la concreta attuabilità in attesa di un consolidamento definitivo, solitamente di lungo periodo (si veda il caso degli incentivi alla ristrutturazione del 110% o dell’accesso alle agevolazioni del fondo CONSAP).

– resistenza all’innovazione: mentre la progressiva digitalizzazione consentirebbe una potenziale accelerazione delle transazioni, permangono resistenze fortissime che possono pregiudicare questo spirito innovativo.

La prima resistenza è quella dei clienti che continuano a pretendere di “toccare con mano” l’immobile, anche quando per esempio si tratta dell’appartamento acquistato all’estero come investimento: non ci andrai mai a stare, eppure vuoi visitarlo a tutti i costi!

La seconda principale resistenza la troviamo con alcuni dei soggetti terzi con cui l’agente immobiliare deve interfacciarsi:

a) notai: in Italia categoria inevitabile in caso di transazione immobiliare, sia per quanto riguarda la compravendita, sia per quanto riguarda una eventuale surroga del mutuo. Nel momento in cui la firma elettronica qualificata sarà davvero equiparata alla firma autenticata dal notaio, ciò che accade nella maggior parte dei paesi esteri, il salto di qualità sarà epocale;

b) banche: il panorama degli istituti di credito italiani è quantomai variegato. Se da un lato ci sono banche in grado di processare in forma digitale l’intero fascicolo di un finanziamento, dall’altro ci sono ancora troppi istituti che non sono ancora perfettamente organizzati per interfacciarsi con un mercato completamente informatizzato;

c) uffici pubblici: in particolare tribunali e registri immobiliari, che da un lato proclamano digitalizzazione e dematerializzazione delle procedure, dall’altro, per mancanza di normative e materiale carenza di mezzi, strutture e personale preparato, oppure in nome della tutela dei diritti (GDPR ti dice qualcosa?) costringono ancora a farraginosità burocratiche che impastoiano ogni speditezza degli adempimenti.

Poche certezze, ma inequivocabili

Il periodo che stiamo vivendo sta cambiando il mondo. Inutile illudersi: nulla sarà più come un anno fa, novembre 2019. Questa crisi sanitaria che ha investito il mondo ha messo in discussione tutte le nostre sicurezze ed abitudini, dalle relazioni interpersonali all’economia ai progetti personali.

I vecchi a volte dicono “Ci vorrebbe una guerra” sottintendendo “per imparare ad apprezzare le cose che davvero contano”. Per fortuna nessuno qui spara dalle finestre e non cadono bombe, però la crisi epocale è un dato di fatto. Non è il momento di andare in letargo aspettando che passi: accettane la sfida e riconoscila come un acceleratore di consapevolezza per valorizzare quello che abbiamo e aprire nuovi orizzonti di progresso.

I presupposti ci sono tutti, manchi solo tu. 


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