Smart cities, quale impatto sulle compravendite immobiliari di domani?

Smart City, cos’è e come funziona?

Quello della “Città intelligente” (o Smart City) sembra essere uno dei temi più caldi quando parliamo del possibile sviluppo dei nostri scenari urbani. Tuttavia, il vero significato del termine è spesso poco chiaro, essendo frequentemente utilizzato in contesti diversi, ad esempio in ambito di industria tecnologica.

Se ti interessa scoprire cosa si intende con questa definizione, indagare il suo impatto sullo sviluppo delle città del futuro e delineare le implicazioni per il settore immobiliare, questo articolo fa al caso tuo.

Partiamo dalla definizione: una “Smart City” è un’area urbana in cui, grazie all’utilizzo delle tecnologie digitali e più in generale di una vasta gamma di dispositivi, collegati fra loro attraverso una piattaforma in grado di raccogliere e di analizzare grandi quantità di dati, è possibile ottimizzare e migliorare le infrastrutture e i servizi, rendendoli più efficienti.

La nascita di “sistemi urbani intelligenti” grazie a IoT e Big Data

Le Smart City sono state agevolate dall’emergere di due elementi strettamente correlati fra loro nello scenario tecnologico attuale:

  1. Internet of Things (IoT): una rete di oggetti/dispositivi fisici (da edifici, a veicoli, a lampioni, a cassonetti della spazzatura) in grado di inviare e ricevere dati e di comunicare fra di loro attraverso una piattaforma software.
  2. Big Data: un termine generico con cui ci si riferisce all’acquisizione, all’archiviazione, all’elaborazione e all’analisi di grandi volumi di dati (ad es. il “Machine Learning” è un metodo in base al quale i computer possono analizzare grandi set di dati e fare previsioni attraverso algoritmi matematici).

Quando combinati, questi due scenari consentono di raccogliere una vasta gamma di dati relativi al funzionamento di una città in tempo reale, di analizzarli e di adattare il sistema in risposta.

È possibile creare sistemi urbani in grado di “apprendere”, monitorando le risposte e regolandosi di conseguenza per ottimizzare le prestazioni?

La risposta parrebbe essere positiva.

Le Smart City: quali sono le potenzialità per il settore immobiliare?

Il settore immobiliare ha il potenziale non solo per plasmare l’evoluzione delle Smart City, ma anche per essere uno dei beneficiari di questa nuova tecnologia.

Secondo le statistiche di Eurostat, il 75% della popolazione europea vive nelle città e si tratta di un dato destinato a crescere: stando infatti ai rapporti delle Nazioni Unite, entro il 2050 il 70% della popolazione globale vivrà in contesti urbani.

Questi ultimi, che occupano una superficie pari al 3% delle terre emerse, sono responsabili del 70% delle emissioni di anidride carbonica e sostanze inquinanti. A questo si aggiunge il maggior consumo energetico, con un conseguente inevitabile impatto sui cambiamenti climatici.

Per questo motivo, il modello di Smart City a cui ambire deve muoversi di pari passo con gli obiettivi di efficienza energetica e di sostenibilità ambientale chiaramente espressi nell’Agenda 2030.

Smart City: quali sono le implicazioni di cui il settore immobiliare deve necessariamente tenere conto?

È utile a questo punto chiedersi quali possano essere le diverse le possibili implicazioni chiave delle tecnologie smart per chi opera nel settore immobiliare.

  1. Le tecnologie Smart attireranno clientela alto spendente: non solo edifici e quartieri efficienti sono più desiderabili per l’alto livello delle prestazioni offerte, ma l’applicazione di tali sistemi tecnologici giustifica un prezzo di acquisto più elevato a causa dei minori costi di gestione e della migliore conservazione del valore dell’investimento nel tempo.
  2. I clienti saranno sempre più esigenti: le tecnologie intelligenti miglioreranno il livello di connessione degli operatori del settore con i loro clienti, attraverso nuovi canali di vendita online e piattaforme di gestione degli edifici o dei distretti. La presenza sempre più estesa di tecnologia interattiva e servizi on demand sta alimentando aspettative sempre più elevate nei confronti dei fornitori di servizi. Chi non sta al passo con questo nuovo paradigma rischia di essere lasciato indietro.
  3. Flessibilità è la nuova parola d’ordine: la tecnologia intelligente è un facilitatore chiave nelle tendenze verso un utilizzo più flessibile delle proprietà. Pensiamo alle case che sono allo stesso tempo uffici o laboratori. I progetti del futuro dovranno essere realizzati con una maggiore flessibilità proprio per consentire alle tecnologie di massimizzare questa efficienza, riducendo al minimo l’impatto ambientale.
  4. Il settore immobiliare si sta spostando da asset a servizio: la maggiore trasparenza nelle prestazioni e nell’accesso agli immobili ha portato a un passaggio dai contratti di locazione tradizionali a modelli basati sui servizi con contratti di locazione più brevi e molto più ‘fluidi’.
  5. I piani di sviluppo urbano saranno supportati dai dati: la maggiore disponibilità di dati da fonti pubbliche e private costituirà la base da cui partire per programmare investimenti, formulare pianificazioni, personalizzare progetti di edifici, ecc. Gli operatori del settore dovranno comprendere come leggere questi dati e come farli fruttare.
  6. La collaborazione fra diversi settori porterà a nuove soluzioni in diversi ambiti: mentre le Smart City ampliano le frontiere della tecnologia e della governance urbana, gli attori del comparto immobiliare dovranno collaborare con diversi interlocutori per lo sviluppo di soluzioni su misura e innovative (pensiamo ad esempio a chi sviluppa sistemi di software e hardware).
    Si prevede che i rendimenti della tecnologia Smart aumenteranno in proporzione alla sua applicazione, è quindi fondamentale comprendere come tali sviluppi si inseriscano nel più ampio ecosistema cittadino. Questo al fine di coinvolgere chi vi opera e vive a ogni livello, dalle autorità governative statali e locali fino agli utenti finali.

Sono tanti i vantaggi che si possono ottenere cambiando il modo in cui i contesti urbani vengono progettati, riqualificati e utilizzati.

In un’ottica di economia circolare è possibile innanzitutto affrontare importanti e urgenti priorità in materia di efficientamento energetico, smart mobility e crescita economica, allineandosi al contempo agli obiettivi di sviluppo sostenibile previsti dal Green Deal e dall’Agenda 2030.


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